Questa misura sostiene programmi di investimento delle PMI per realizzare impianti di autoproduzione (FV/minieolico) destinati all’autoconsumo immediato e/o all’autoconsumo differito grazie a accumulo/stoccaggio.
1) A chi si rivolge
Possono presentare domanda le PMI su tutto il territorio nazionale, con alcune esclusioni: non sono ammesse imprese del settore carbonifero, della produzione primaria di prodotti agricoli, né della pesca e acquacoltura. Inoltre è richiesto il rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm).
2) Cosa finanzia (in pratica)
La misura finanzia investimenti per:
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impianti fotovoltaici o minieolici per autoconsumo,
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sistemi di accumulo/stoccaggio dietro il contatore per autoconsumo differito.
È utile soprattutto per imprese con consumi diurni (uffici, retail, laboratori) o con carichi distribuiti (artigiani, piccola industria, servizi), perché l’autoconsumo diretto aumenta il ritorno economico.
3) Come si presenta la domanda (e chi gestisce)
La domanda si presenta solo in formato elettronico sulla piattaforma del soggetto gestore Invitalia.
Le modalità operative e la documentazione sono disciplinate da decreti direttoriali richiamati nella pagina ufficiale MIMIT.
4) Termini e aggiornamenti 2025 (perché è “recente”)
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La finestra originaria indicava invio domande a partire dall’8 luglio 2025 fino al 30 settembre 2025.
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Con decreto direttoriale 29 settembre 2025, il termine è stato prorogato fino alle ore 12:00 del 10 novembre 2025.
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Nella stessa pagina è presente la graduatoria del primo sportello (21/11/2025).
(Quindi: misura aggiornata e movimentata fino a pochissimo tempo fa.)
5) Attenzione: un dettaglio “burocratico” che può bloccare tutto
Per le imprese di media dimensione, il MIMIT segnala l’applicazione di disposizioni legate all’obbligo di stipula di contratti assicurativi per danni da calamità naturali/eventi catastrofali, applicate alle domande presentate dal 2 ottobre 2025.
Errori comuni da evitare
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Presentare domanda senza verificare DNSH e requisiti di ammissibilità.
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Dimensionare l’impianto “a caso” senza un minimo di analisi dei profili di consumo (rischio: autoconsumo basso).
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Documentazione tecnica/economica incompleta: spesso è lì che si perde tempo.
