Gli stoccaggi gas Italia hanno toccato il 49,87% di riempimento al 1° maggio 2026, con 101,65 TWh nei depositi nazionali. Il dato, rilevato dalla piattaforma europea AGSI, certifica un vantaggio netto della Penisola sulla media UE ferma al 32,73%. Snam ha chiuso il 23 aprile le aste di conferimento, raggiungendo il 90% prenotato per l’inverno 2026-2027. La performance arriva mentre il blocco dello Stretto di Hormuz mantiene il TTF sui 46 euro/MWh.

Il quadro
Il riempimento accelerato dei depositi italiani matura nel contesto della chiusura dello Stretto di Hormuz, attiva dalla fine di febbraio 2026 dopo l’attacco statunitense-israeliano all’Iran. La rotta blocca circa un quinto delle forniture globali di GNL. Edison, titolare del principale contratto italiano con Qatar Energy, ha già dovuto sostituire sette delle dieci spedizioni previste tra metà aprile e giugno, sulle quali è scattata la clausola di forza maggiore. In questo quadro, il vantaggio degli stoccaggi diventa la prima linea di difesa del sistema gas nazionale.
Stoccaggi gas Italia al 49,87%: il dato tecnico
Secondo i dati pubblicati da Gas Infrastructure Europe sulla piattaforma AGSI, l’Italia ha portato i propri depositi a 101,65 TWh al 1° maggio 2026, equivalenti al 49,87% della capacità complessiva. Il riempimento risulta in linea con il calendario fissato dal decreto MASE del 12 marzo 2026, che impone obiettivi intermedi del 40% al 1° maggio, del 54% al 1° luglio e del 72% al 1° settembre, fino al target finale del 90% al 31 ottobre.
Inoltre, il dato attuale colloca l’Italia oltre la quota raggiunta dodici mesi fa, quando i depositi nazionali esprimevano 96,7 TWh. La Penisola risulta così l’unico Paese europeo a presentare scorte superiori rispetto al maggio 2025. La progressione del riempimento, secondo quanto riportato da ANSA, è stata sostenuta dall’iniezione costante di gas nazionale e da spedizioni GNL alternative ai volumi qatarini.
Il confronto con UE e Germania
Il differenziale rispetto al continente è marcato. La media dell’Unione europea si attesta al 32,73% con 370,71 TWh complessivi, mentre la Germania, primo consumatore industriale del blocco, si ferma al 25,71% con 63,69 TWh. Di conseguenza, l’Italia si conferma capofila tra i grandi sistemi gas continentali per livello di riempimento percentuale.
Tuttavia, il confronto va letto considerando la diversa dimensione assoluta dei sistemi nazionali. La capacità tedesca rimane la più grande del continente, mentre quella italiana, pari a circa 19 miliardi di metri cubi di working gas, copre una porzione significativa della domanda invernale interna. La Commissione UE, attraverso il regolamento sugli stoccaggi prorogato fino al 2027, mantiene per tutti gli Stati l’obiettivo del 90% al 1° novembre.
Snam: 17,5 miliardi di metri cubi prenotati su 19
Il 23 aprile Snam ha comunicato la chiusura della procedura d’asta per il conferimento delle capacità di stoccaggio relative all’anno termico 2026-2027. L’esito ha portato all’assegnazione complessiva di 17,5 miliardi di metri cubi su una capacità totale di poco superiore a 19 miliardi, traducendosi nel 90% di prenotazione del sistema. La procedura è stata gestita attraverso il Gestore dei Mercati Energetici secondo le modalità previste dalla regolazione ARERA.
La struttura delle aste
Le aste hanno coinvolto operatori industriali, trader e shipper attivi sul mercato italiano. Parallelamente, il MASE ha mantenuto il meccanismo di stoccaggio strategico che riserva volumi specifici per scenari di emergenza. Nel frattempo, la quota di riempimento fisico continua a salire grazie alle iniezioni in corso, mentre l’estate concentrerà la fase più intensa di accumulo in vista della stagione fredda.
La copertura in caso di gelo
In una nota diffusa il 23 aprile, Snam ha sottolineato la valenza dell’esito d’asta. La società ha dichiarato che il risultato rafforza la sicurezza del sistema in vista del prossimo inverno, in linea con quanto richiesto dal decreto ministeriale.
“Il raggiungimento del target del 90% conferma la robustezza del sistema italiano e la capacità di rispondere alle esigenze di sicurezza energetica anche in un contesto di mercato complesso”, si legge nella nota di Snam del 23 aprile 2026.

Cosa significa per le imprese energy-intensive
Il vantaggio competitivo italiano sui depositi non si traduce automaticamente in prezzi al ribasso per le imprese. Il mercato all’ingrosso resta agganciato al benchmark TTF, che ha chiuso ad aprile sui 46 euro/MWh. Tuttavia, il margine di scorta riduce il rischio di razionamento amministrativo nei mesi freddi e attenua la pressione sui contratti di fornitura industriali esposti alla volatilità spot.
Il segnale per i contratti di approvvigionamento
Per le PMI energy-intensive in fase di rinegoziazione delle forniture, il livello degli stoccaggi nazionali rappresenta un parametro da monitorare. Le imprese che operano in settori come ceramica, vetro, chimica e siderurgia possono valutare strategie di copertura su scadenze invernali tenendo conto del minor rischio di interruzioni fisiche. Parallelamente, il pacchetto AccelerateEU presentato dalla Commissione il 22 aprile introduce strumenti di sostegno settoriale, tra cui l’Industrial Decarbonisation Bank dotata fino a 100 miliardi di euro.
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Le incognite per il prossimo inverno
Il quadro resta condizionato da due variabili. La prima riguarda la durata effettiva del blocco di Hormuz e la sua eventuale escalation. La seconda concerne la capacità del sistema di mantenere il ritmo di iniezione fino a ottobre, in presenza di prezzi TTF già elevati che rendono l’acquisto di gas per stoccaggio finanziariamente oneroso. Su questo fronte, le coperture finanziarie attivate dagli operatori italiani giocano un ruolo determinante per evitare svalutazioni a fine campagna.
Il punto
Il sistema italiano arriva a maggio 2026 con stoccaggi al 49,87% e 90% di capacità prenotata per il prossimo inverno. La cornice è quella della crisi di Hormuz, che mantiene il TTF su livelli elevati e blocca quote significative di GNL globale. Il margine di scorta italiano è oggi il più ampio tra i grandi sistemi UE.
Da osservare nei prossimi giorni: il ritmo di iniezione di maggio in rapporto agli obiettivi intermedi MASE, l’andamento del TTF in correlazione con le notizie sul blocco di Hormuz, l’eventuale aggiornamento della Commissione UE sui parametri di riempimento. Per le imprese energy-intensive, il dato di copertura nazionale è un input rilevante nelle scelte di hedging per la stagione termica 2026-2027.
Articolo redatto a scopo informativo sulla base di fonti pubbliche. Non costituisce raccomandazione operativa né consulenza personalizzata.
Fonti consultate (aggiornamento 4 maggio 2026, ore 10:00):
• ANSA — Snam raggiunge l’obiettivo del 90% di stoccaggi con le ultime aste, 23 aprile 2026
• Sky TG24 — Scorte del gas, l’Italia accelera: sfiorato il 50%, 4 maggio 2026
• Trading Economics — EU Natural Gas TTF, dati di mercato
• Commissione europea — AccelerateEU, misure contro la crisi energetica
• Consiglio UE — Capacità di stoccaggio gas degli Stati membri
